Baratto di civiltà

di Onofrio Romano (Corriere del Mezzogiorno, 29/09/2015) “Baratto amministrativo”, “cantieri di cittadinanza”, lavoro ‘volontario’ assegnato ai richiedenti asilo. Queste...

Super Sanità

di Onofrio Romano

(Corriere del Mezzogiorno, 24/09/2015)

Dopo il “ghe pensi mi”, Emiliano vagheggia l’avvento di un supermanager per la sanità pugliese. Nonostante le impietose repliche della storia, gli italiani continuano a credere che la maniera migliore per risolvere i loro problemi sia gettarsi nelle braccia del super-eroe di turno, di un gigante aureolato che emendi la realtà da tutte le sue brutture. La “buona scuola” non servirà a insegnare loro che, purtroppo, non funziona così. I problemi sono complessi e prima di somministrare la cura universale (il “condottiero”) occorre indagarne la natura. Gli studi sulla sanità del resto non mancano, anche su quella pugliese. Basta darvi un’occhiata per scoprire che la sofferenza del settore non è frutto d’inefficienza organizzativa o d’incompetenza amministrativa. I problemi non hanno natura “tecnica”, bensì eminentemente “politica”. Attenzione, però. Quando si dice che “il problema è politico” la mente corre subito ai politici, ai governanti, alla “casta”. Nulla di più sbagliato. Per politica s’intende qui esclusivamente il sistema dell’organizzazione e della mediazione degli interessi all’interno, nella fattispecie, del settore sanitario. Se non si ha il coraggio di affrontare questo groviglio di interessi, non se ne esce. E non saranno certo i bravi “amministratori” a venirne a capo. Come ha dimostrato il sociologo Emanuele Pavolini, nelle regioni con un mercato del lavoro debole, la sanità finisce immancabilmente per assumere funzioni improprie. I ceti amministrativi, professionali (medici, paramedici, tecnici) e imprenditoriali (i fornitori) sono in grado, legittimamente, di dare forma solida, articolata e strutturata ai propri interessi. Al contrario, gli interessi degli utenti, una volta venuti meno i corpi politici intermedi, si perdono nella melassa della generica “opinione pubblica” oppure nella retorica della cittadinanza attiva, i cui frutti associativi – dimostrano le indagini sul terreno – hanno guadagnato un peso risibile nella sanità.

Dobbiamo chiederci perché un’amministrazione regionale illuminata, come quella scorsa, che proprio sulla sanità ha originariamente vinto la partita elettorale, non sia riuscita nell’arco di un decennio a incidere sulle logiche imperanti. Ebbene, la Puglia è una delle regioni più “contendibili” d’Italia, sul piano elettorale. Per questo, andare a scontentare anche piccoli segmenti di interessi organizzati può essere fatale per chiunque. In queste condizioni, la politica ha preferito voltare la testa altrove. Tutta la sua foga novatrice si è riversata su dimensioni “orbitali” dell’esercizio di governo: Piani della Salute elegantissimi, leggi sull’integrazione socio-sanitaria all’avanguardia ecc. Tutte cose encomiabili ma che non toccano mai terra, ossia non aggrediscono i grovigli di interessi che soffocano la sanità (in qualche modo lo ha riconosciuto l’ex assessore Fiore in un’intervista recente a questo giornale: se solo lo avesse fatto presente a tempo debito…). Affinché si possa intervenire su questo piano, occorre organizzare “politicamente” il campo degli interessi degli utenti. Solo con questa forza collettiva alle spalle, un politico può presentarsi al tavolo e sfidare gli interessi costituiti. Qui sta la vera sfida. Ma Emiliano, su questo fronte, non ha certo le carte in regola. La maniera in cui ha reperito il consenso alle ultime elezioni (raccattando voti, senza discernimento, da qualsiasi portatore di interesse) ne svela tutta l’inadeguatezza. E nessun supermanager vi potrà porre rimedio.

Renzi, tieni duro

Spero a questo punto che Renzi tenga duro sull’Italicum. Dovesse passare il premio alla coalizione, una vasta schiera di sciagurati (guidati dai sindaci dell’effimero) si è già dichiarata disponibile a portargli in dote i voti dell’elettorato di sinistra. A quel punto, non solo Renzi continuerà indisturbato a piegare il paese al mercantilismo liberista, ma dovremo pure sorbirci l’involucro “smart” fornito dai radical-scioc, le retoriche dell’innovazione sociale, del solidarismo, dei diritti civili. Un vero inferno. C’è solo da sperare che Renzi resti vittima della trappola da lui stesso confezionata e che tutta la sinistra esistente salti in aria insieme a lui.