Homo Ludens: Johan Cruyff

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di Vincenzo Spadavecchia

 

Notizie dagli scavi. Domenica sette luglio 1974 “Olympiastadion”- Monaco di Baviera. Le immagini della finale dei Mondiali di calcio brillano di perizia tecnico-visuale tedesca. Solo le immagini. Il gioco è denso di “totalità olandese”. Qualcosa che si nutriva di rallentamenti nel gioco, improvvisi. Qualcosa di ovattato sopravveniva, portato da passaggi lunghi. I giocatori arancioni volevano annoiarti, avevano quel portamento da persone che stavano con la testa da un’altra parte. Poi all’improvviso acceleravano, geometrici, imprevedibili, perché non davano punti di riferimento. Non c’erano ruoli nella nazionale di Rinus Michels. Come avrebbero potuto accettarli, quegli undici? Erano un concentrato di apostati sinagogali, partigiani antinazisti, filosofi eccentrici. Su tutti J.C. Annoiato sognatore/smentitore di sogni. Ci affabula ancora con la sua retorica da sessantottino “Profeta del gol” (lo si cerchi quel film residuale di Sandro Ciotti).

“Nudd è ovear” – niente è vero si dice da queste parti – nel suo dire rivoluzionario, ma quanta sublime dissipazione di nobili propositi c’è in questo lungagnone dal guizzo inatteso. Un artista che si staglia nell’azzurro tenebra arpiniano. Quel lampo di “1974” così poco rassicurante, così tanto annunciante. Un uomo che insidia la tirannia dei valori del democraticismo occidentale. Un uomo che disorienta al modo olandese di Johan Huizinga. È tempo che si impari anche noi a salmodiare, corona in mano.

“Uruguay1950:Maspoli,Schiaffino,Gambetta,Ghiggia…”.”Ungheria1954:Grosics,Buzanszky,Lorant,Lantos…”.”Olanda1974:Jongbloed,Suurbier,Rijsbergen,Haan…”

(Per Corrado Orrico, anarchico maestro di calcio, nella nebbia della Lunigiana.)

Edén Pastora
2 comments on “Homo Ludens: Johan Cruyff
  1. Ho letto l’immenso navigare dei pensieri arcobaleno della mente scomposta del valoroso guerriero che brandisce la spada con i segni del tempo che passa.

    • bello, ricorda l’immagine a tinte nere e azzurre di un uomo di nome Carlo appena visibile tra le nebbie dei campetti di calcio della Milano da bere

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